Tutti per uno

Recensione

di Alessandra Levantesi Kezich
critico cinematografico

Forse è per la sua connotazione naturalista che il cinema francese sa rappresentare con tanta spontaneità il mondo infantile. Conferma questa innata vocazione Tutti per uno , deliziosa commedia con la quale Romain Goupil – partendo dall’astratta cornice di un 2067 dove si direbbe che questi problemi sono stati superati – propone il dramma attuale dei sans papiers, a rischio di espulsione anche se si tratta di scolaretti. È il caso di una bimba cecena che frequenta le elementari in un istituto multietnico di Parigi. Quando Youssef sparisce dalla classe, alcuni compagni progettano un piano per impedire che Milana faccia la stessa fine; e si nascondono in uno scantinato, gettando nell’angoscia i genitori e mobilitando l’opinione pubblica. Del film sono felici l’intuizione di affidarsi al punto di vista puro e non ideologico dei ragazzini; e la freschezza, la grazia e l’umorismo del racconto. Sullo sfondo, fra assemblee, dibattiti familiari e interventi di polizia, appaiono anche gli adulti, fra i quali spicca una mamma che si batte dalla parte dei piccoli ribelli contro la politica anticlandestini di Sarkozy. La impersona con pasionaria sensibilità Valeria Bruni Tedeschi, sorella di Carla Bruni: e voilà!

tratto da ‘La Stampa’ del 3 giugno 2011

17 giugno 2011

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