Recensione
critico cinematografico
Fedele alla sua idea di un cinema dall’alto valore civile e morale, Angelopoulos prosegue la trilogia sulla fine delle utopie portandoci a spasso nel tempo e nello spazio, dalla Russia alla Grecia, dall’America a Berlino, con un regista che racconta la storia della sua famiglia. Ménage a tre con piani sequenza, rincorsa di generazioni, pathos vero quando si parla della vita e delle sue ragioni: un grande film che sembra tornare dal passato, fantascienza all’incontrario
tratto dal ‘Corriere della Sera’ del 3 giugno 2011
8 giugno 2011




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